Alla ricerca di un significato in tempo di crisi

Il tempo presente, segnato dall’epidemia causata dal Covid-19, si configura come un tempo di costrizione casalinga obbligata, progettualità interrotte, sospensione delle principali attività professionali, discontinuità rispetto al precedente status quo, malattia, sofferenze e morte. Cifre che caratterizzano le nostre giornate e che risuonano nella nostra interiorità con tinte emotive solcate da incertezze, angoscia, disperazione, preoccupazione per il futuro, noia e abbandono. Vissuti interiori che possono condurci a percepire un abissale senso di vuoto, di spaesamento esistenziale, facendoci smarrire il senso della nostra vita. Proprio in questo tempo di crisi generalizzata e di emergenza è quanto mai fondamentale affrontare concretamente la domanda di senso, riconoscendo nella volontà di significato la motivazione primaria dell’uomo e nella risposta a questa esigenza la necessità per proseguire il cammino.

In questa direzione è possibile recuperare i suggerimenti sulle diverse possibilità che ciascuno di noi ha di trovare un significato nella propria vita in ogni situazione, provenienti dalle intuizioni, dagli studi e dalle esperienze di Viktor Frankl. Medico, psichiatra e filosofo, sopravvissuto a ben quattro lager nazisti durante il secondo conflitto mondiale, egli sostiene la necessità di cambiare prospettiva rispetto ai numerosi eventi che ci troviamo ad affrontare nel corso della nostra esistenza. Non importa tanto che cosa ci attendiamo noi dalla vita, quanto piuttosto che cosa la vita si attende da noi. Dunque, che cosa siamo chiamati a realizzare, in quanto esseri liberi e responsabili, nella specifica situazione storica nella quale viviamo? Quale compito la vita affida a ciascuno nel qui e ora? I valori che danno senso alla vita si mostrano alla coscienza del singolo nell’esigenza dell’ora, configurandosi come un appello al quale possiamo rispondere non solo a parole, ma con un’azione, un comportamento corretto. Frankl sostiene che ciascuno di noi rappresenta qualcosa di unico e irripetibile. Così come unica e irripetibile è la situazione nella quale veniamo a trovarci. Ecco perché, in un preciso momento, ognuno di noi può avere un solo ed unico compito, un valore che si configura come una meta da realizzare, che gli consente di esprimere le proprie potenzialità umane al più alto grado.

Dallo psichiatra viennese ereditiamo tre percorsi di umanizzazione, ciascuno dei quali corrisponde ad una specifica categoria di valori che l’uomo può realizzare. Il primo gruppo sono i valori creativi che concernono quanto l’uomo può “dare” al mondo, creativamente s’intende, attraverso le proprie semplici, concrete e costruttive attività quotidiane: la propria professione, il volontariato, la produzione artistica in tutte le sue forme. Altra categoria di valori sono quelli di esperienza. Questi riguardano le esperienze che l’uomo può fare del mondo della vita, ciò che da esso può “prendere”: sensazioni di gioia nella contemplazione della bellezza della natura – che non è tenuta ad essere bella eppure lo è – la lettura, la scrittura, l’ascolto di un brano musicale o di una sinfonia, ma soprattutto le relazioni affettive, in particolare l’incontro autentico con l’altro essere amato nella sua interezza fisica, psichica e spirituale. Terza categoria di valori che possono dare senso alla vita umana sono i valori di atteggiamento. Qualora situazioni immodificabili di costrizione obbligata, contingenze avverse, sofferenze ineludibili, impediscano la realizzazione di valori creativi o di esperienza, Frankl sostiene che all’uomo resta la libertà interiore, spirituale, di scegliere con quale atteggiamento – rassegnazione o speranza – affrontare la propria condizione, trasformando una tragedia personale in un trionfo umano.

Comun denominatore di queste tre categorie di valori che possono inondare di senso le nostre esistenze e che si pongono come opportunità sempre presenti nella nostra quotidianità, è l’amore. Quanto amore mettiamo in ciò che realizziamo e viviamo? Quanta vita mettiamo nella vita? Infatti, per quanto riguarda gli aspetti creativi, quanto diamo al mondo e agli altri, è sempre importante creare perseguendo il bene comune. Rispetto ai valori di esperienza, alla relazione con tutto ciò che è altro da noi, come la natura, le opere d’arte e le relazioni affettive, è sempre importante aver cura di ciò di cui godiamo e aver rispetto dell’unicità e irripetibilità dell’altro, trattandolo sempre come nobile fine e mai come semplice mezzo. Ugualmente, le fatiche e le sofferenze ineludibili possono essere affrontate assumendo un particolare tipo di atteggiamento solamente per amore di qualcosa, come un ideale, una causa da servire, o di qualcuno come l’essere amato o Dio per i quali quella sofferenza diviene testimonianza di dignità umana.

L’avere in vista il regno dei valori nella sua ampiezza, senza restare fissati ad un solo gruppo e mantenendo la flessibilità interiore per essere pronti ad attuarne altri a seconda delle possibilità e delle circostanze è quello che in questo tempo ci viene richiesto dalla vita. L’opportunità di strappare, in ogni situazione, un significato alla vita è la lezione che da Frankl ereditiamo e che rivela, proprio oggi, la sua intramontabile attualità e spendibilità esistenziale.

Articolo pubblicato in data 17 Aprile 2020 sul settimanale L’Azione.

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